MEDITAZIONE DELLA SETTIMANA

Un momento settimanale per ascoltarsi; per crescere nel interiorizzare il passaggio del morire come parte essenziale del vivere; per evolvere umanamente e spiritualmente, sapendo accompagnare meglio chi è prossimo a questo passaggio; per vedere Oltre… all’umano timore,  riuscendo a cogliere  “nuovi colori” nella morte. Un’opportunità per condividere esperienze e riflessioni, specie espresse da coloro che hanno particolarmente approfondito questa dimensione esistenziale. Tutto questo al fine di rilanciare la propria vita in pienezza, anche alla preziosa luce del passaggio della morte.

Funzionamento: Ogni lunedì sarà postata una nuova riflessione. E’ possibile rispondere con una propria; la stessa, se lo riterremo opportuno, potrà essere pubblicata. E’ possibile scrivere anche personalmente a Giovannimaria Brichetti: g.brichetti@bibliodrama.it 

Sezione curata da:

Giovannimaria Brichetti

psicodrammatista e biliodrammatista formatore. Cofondatore del portale vivereilmorire.eu. Presidente dell’Associazione Oltrepassando.
Vedi il libro “Il passaggio illuminante” …

Una delle esperienze basilari con cui entriamo in contatto attraverso la meditazione è quella dell’impermanenza, ossia realizzare che tutto cambia: ogni pensiero va e viene e così ogni relazione, ogni amore. Quando capiamo profondamente tutto questo dentro di noi, nel cuore, allora capiamo anche che la morte è nella natura di tutte le cose. E tenendola così vicino, sulla punta delle dita, cominciamo ad apprezzare il fatto che la morte sia la nostra consigliera e che sia lì, vicino a noi, per aiutarci, per informarci. Ecco perché tutte le tradizioni spirituali che conosco ci ricordano in un modo o nell’altro di vivere accanto alla morte: per realizzare la precarietà della nostra vita e per accoglierne la preziosità, in modo da non perdere neppure un attimo.

Frank Ostaseski

Si, la sensazione è quella che nella vita andiamo incontro a tante morti, quella del tempo della nostra infanzia o del nostro essere lavoratori, nel momento in cui andiamo in pensione, per esempio. Ma forse e più correttamente dovremmo percepirle come trasformazioni continue della nostra vita. Cambiamenti che ridefiniscono persino la nostra identità, la percezione di noi stessi e della nostra esistenza, aprendoci ad una domanda profonda: “ma allora cosa resta? Cosa è il nocciolo della vita? Il mio essere più profondo e vitale che non scompare?  L’anima? Domande che ci aprono a cogliere veramente l’elemento divino, eterno, della nostra vita, per le quali sono stimolato a continuare a considerare il morire come risorsa indispensabile nel cammino della vita.

 G.B.  

 … e cosa dice a te?